Come gestire attivamente la vulnerabilità dei dati grazie al BPM

Ogni azienda si trova a dover amministrare una grande quantità di dati sensibili, riservati e confidenziali, che se non sono ben gestiti, possono portare a criticità interne ed esterne all’organizzazione come, ad esempio sanzioni, perdita di clienti e fornitori, compromissione del clima e della reputazione aziendale. La digitalizzazione dei processi attraverso software compliant può essere la soluzione per ridurre i rischi legati alla tutela del dato.

Oggi, i dati rappresentano in misura crescente il fulcro di qualsiasi attività di un’organizzazione e, se non archiviati, manipolati e gestiti nel modo corretto, possono portare a differenti rischi sia interni che esterni all’azienda, tra cui: sanzioni amministrative e giuridiche, perdita di clienti, fornitori e forza lavoro, compromissione della reputazione e del clima aziendale. Le procedure di data governance, per la corretta gestione dei dati durante l’immissione, l’archiviazione, la manipolazione, l’accesso e la cancellazione,  sono a capo dei vertici delle organizzazioni, ai quali spetta il compito di garantire un uso efficace ed efficiente delle informazioni. Una strategia di governance ben definita può aiutare l’azienda non solo a tutelare i dati in suo possesso ma anche a identificare i possibili vantaggi della sua implementazione. Per semplificare e rendere più sicuro il sistema di governance è consigliato avviare un processo di digitalizzazione attraverso sistemi che siano compliant, come DocsMarshal.

Si tratta del BPM italiano nato e sviluppato dalla software house Cualeva (www.cualeva.com) che si caratterizza per un’integrazione fluida, una gestione dinamica e una scalabilità tecnologica illimitata. Il software può essere personalizzato sulle esigenze specifiche di ogni organizzazione e consente di orchestrare i dati nel rispetto del D.Lgs 231, al fine di scongiurare sanzioni, prevenire illeciti e migliorare l’efficienza aziendale nel complesso.

“La digitalizzazione porta con sé diversi vantaggi tra cui la regolamentazione degli accessi ai dati sulla base di specifici permessi e autorizzazioni, oppure, al contrario, la loro condivisione sicura tra le diverse funzioni operative. E ancora, la tracciabilità del dato e la possibilità di ricostruirlo e di recuperarlo in caso di danneggiamento o sottrazione oltre che alla sicurezza, in termini di provenienza del dato, come nel caso della firma digitale a seguito della quale il documento non può più essere modificato.” – spiega Laura Leorati, Grants & Financial Manager di DIM Group.

Laura Leorati, Grants & Financial Manager di DIM Group

“Ecco come DocsMarshal si distingue nel panorama della gestione dei dati garantendo la possibilità di affrontare attivamente la loro vulnerabilità. In un’era in cui i dati sono il nuovo oro nero, la loro corretta gestione è cruciale per evitare conseguenze disastrose come sanzioni, perdita di clienti e danni reputazionali. Con la digitalizzazione dei processi tramite software compliant come DocsMarshal, le aziende possono non solo mitigare i rischi legati alla protezione dei dati, ma anche operare con maggiore efficienza e conformità alle normative vigenti, garantendo così un vantaggio competitivo senza comprometterne la sicurezza” – conclude Luca Cavedaghi, CEO di Cualeva e founder di DocsMarshal.

Luca Cavedaghi, CEO di Cualeva e founder di DocsMarshal

DocsMarshal 

Soluzione nata e sviluppata dalla software house Cualeva, DocsMarshal è la piattaforma italiana il cui dna è l’automazione di processi: il BPM che guida il successo del business grazie a un’integrazione fluida; una gestione dinamica e una scalabilità tecnologica illimitata. DocsMarshal permette di coinvolgere tutti i reparti industriali, integrandosi alla perfezione con i sistemi preesistenti e scardinando lo stereotipo secondo cui l’organizzazione aziendale si debba adattare alle logiche di un software. Al contrario, l’applicativo è pensato per adattarsi alle esigenze dell’azienda e attraverso moduli di configurazione, interfacce grafiche e sfruttando il suo essere no-code, implementa il proprio campo d’azione tanto da poter essere paragonato a software verticali, riducendo i tempi e i costi di installazione, implementazione e formazione.